Guida aggiornata · maggio 2026

Come fare fattura come personal trainer in regime forfettario: guida 2026

Hai aperto (o stai per aprire) la partita IVA come personal trainer e non sai come emettere la fattura? Devo mettere l'IVA? Serve il bollo? E la franchigia degli sportivi vale anche per me? Questa guida ti spiega passo per passo come fatturare correttamente in regime forfettario, con esempi pratici e le diciture esatte da inserire.

Quando il personal trainer deve aprire la partita IVA

Il personal trainer deve aprire la partita IVA quando svolge l'attività in modo abituale e continuativo, cioè non come prestazione del tutto occasionale. In pratica, se alleni clienti con regolarità — di persona, in palestra o online — e ne fai una fonte di reddito stabile, la partita IVA è obbligatoria.

Il regime forfettario è quasi sempre la scelta migliore per iniziare: tassazione agevolata, contabilità semplificata, niente IVA in fattura e niente studi di settore. Vi si può accedere fino a un limite di ricavi di 85.000 euro annui.

Il codice ATECO giusto per il personal trainer

Il codice ATECO determina il coefficiente di redditività, cioè la percentuale del fatturato su cui paghi le imposte. Per il personal trainer il codice più utilizzato è:

Codice ATECODescrizioneCoefficiente
85.51.00Corsi sportivi e ricreativi78%
93.19.91Altre attività sportive (lavoratore sportivo tesserato)78%
96.04.10Servizi di centri per il benessere fisico40%

La maggior parte dei personal trainer rientra nel codice 85.51.00 con coefficiente del 78%: significa che il 78% del tuo incasso è considerato reddito imponibile e il 22% è abbattuto forfettariamente come "costi". Se operi come lavoratore sportivo tesserato verso ASD e SSD, può essere più corretto il codice 93.19.91.

Attenzione. La scelta del codice ATECO non è un dettaglio: un codice sbagliato (per esempio uno generico di "insegnamento") può farti perdere il coefficiente corretto e il corretto inquadramento previdenziale. Falla valutare prima dell'apertura.

Lavoratore sportivo o no: dipende da chi è il committente

Questo è il punto che genera più confusione. Dopo la Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021), il personal trainer può trovarsi in due situazioni fiscali diverse a seconda di chi lo paga:

La maggior parte dei personal trainer fattura proprio a privati e palestre commerciali: in questi casi la fattura segue le regole standard del regime forfettario che vediamo ora.

Come si compila la fattura in forfettario

La fattura elettronica del personal trainer forfettario ha quattro caratteristiche che la distinguono da una fattura ordinaria:

Elemento fatturaCosa indicare
IVANon esposta — Natura N2.2
Ritenuta d'accontoNon applicata (regime forfettario)
Imposta di bollo2 € se importo > 77,47 €
DicituraArt. 1, commi 54-89, L. 190/2014
DescrizioneEs. "Sessioni di personal training - mese di [...]"
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La franchigia 15.000 € e il codice ESENZSPORT

Se parte dei tuoi compensi arriva da ASD o SSD come lavoratore sportivo, i primi 15.000 € annui sono esenti da IRPEF e imposta sostitutiva. Dal 15 maggio 2026, per queste fatture è obbligatorio inserire il codice ESENZSPORT nel tracciato XML, che identifica i compensi entro la franchigia.

Ricorda però due cose fondamentali: la franchigia vale solo per i compensi verso enti sportivi dilettantistici (non per i privati), e i compensi esenti concorrono comunque al limite degli 85.000 € del forfettario. Per approfondire trovi la guida completa su Riforma dello Sport e regime forfettario.

Esempio pratico: quanto paghi davvero

Immagina di essere un personal trainer al primo anno di attività (imposta sostitutiva al 5%), codice ATECO 85.51.00 (coefficiente 78%). Nell'anno incassi 30.000 € da clienti privati e palestre commerciali.

CalcoloImporto
Fatturato annuo30.000 €
Reddito imponibile (30.000 × 78%)23.400 €
Imposta sostitutiva (5% primi 5 anni)1.170 €
Contributi Gestione Separata INPS (~26,07%)*~6.100 €

*L'aliquota e la base contributiva dipendono dalla cassa di iscrizione e dall'anno. Il dato è indicativo: il calcolo esatto va fatto sulla tua posizione.

Se invece 15.000 € di quei compensi arrivassero da una ASD come lavoratore sportivo, sarebbero esenti: pagheresti l'imposta sostitutiva solo sulla parte restante. È qui che la corretta qualificazione del rapporto fa la differenza in busta.

Gli errori più comuni da evitare

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Domande frequenti

Quale codice ATECO deve usare un personal trainer in forfettario?

Il codice più usato è 85.51.00 - Corsi sportivi e ricreativi, con coefficiente di redditività del 78%. Chi opera come lavoratore sportivo tesserato verso ASD/SSD può rientrare nel 93.19.91 - Altre attività sportive. La scelta dipende dal tipo di prestazione e dai committenti: è bene farsi assistere per non perdere il coefficiente corretto.

Il personal trainer in forfettario deve applicare l'IVA in fattura?

No. In regime forfettario non si espone l'IVA: si indica la natura N2.2 e la dicitura "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 - regime forfettario". Non si applica nemmeno la ritenuta d'acconto verso clienti privati e palestre commerciali.

Quando va messa l'imposta di bollo da 2 € sulla fattura?

Sulle fatture forfettarie di importo superiore a 77,47 €. Il versamento avviene trimestralmente con modello F24 sugli importi calcolati dall'Agenzia delle Entrate. Il bollo può essere addebitato in fattura al cliente o restare a carico del professionista.

Un personal trainer può beneficiare della franchigia di 15.000 €?

Sì, ma solo per i compensi percepiti come lavoratore sportivo da ASD, SSD, Federazioni o Enti di Promozione Sportiva, con contratto registrato sul Registro RAS del CONI. I compensi da clienti privati o palestre commerciali non rientrano nella franchigia e seguono le regole ordinarie del forfettario.

Quante tasse paga un personal trainer in regime forfettario?

Sul reddito imponibile (compenso × coefficiente del 78%) si applica l'imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni, poi del 15%. A questa si aggiungono i contributi previdenziali (Gestione Separata INPS per il lavoratore sportivo autonomo). I primi 15.000 € di compensi sportivi verso ASD/SSD sono invece esenti.

Dott.ssa Valeria Giangregorio

Dottore Commercialista e Revisore Contabile

Esperta in fiscalità sportiva e Terzo Settore. Supporta quotidianamente ASD, SSD e professionisti dello sport nell'applicazione della normativa vigente.

Articolo aggiornato a maggio 2026. Le informazioni hanno carattere generale ed educativo. Aliquote contributive, coefficienti e codici ATECO vanno verificati sulla situazione specifica. Per la tua posizione ti raccomando sempre una consulenza professionale. Normativa di riferimento: L. 190/2014, D.Lgs. 36/2021 e prassi dell'Agenzia delle Entrate.