Come fare fattura come personal trainer in regime forfettario: guida 2026
Hai aperto (o stai per aprire) la partita IVA come personal trainer e non sai come emettere la fattura? Devo mettere l'IVA? Serve il bollo? E la franchigia degli sportivi vale anche per me? Questa guida ti spiega passo per passo come fatturare correttamente in regime forfettario, con esempi pratici e le diciture esatte da inserire.
Quando il personal trainer deve aprire la partita IVA
Il personal trainer deve aprire la partita IVA quando svolge l'attività in modo abituale e continuativo, cioè non come prestazione del tutto occasionale. In pratica, se alleni clienti con regolarità — di persona, in palestra o online — e ne fai una fonte di reddito stabile, la partita IVA è obbligatoria.
Il regime forfettario è quasi sempre la scelta migliore per iniziare: tassazione agevolata, contabilità semplificata, niente IVA in fattura e niente studi di settore. Vi si può accedere fino a un limite di ricavi di 85.000 euro annui.
Il codice ATECO giusto per il personal trainer
Il codice ATECO determina il coefficiente di redditività, cioè la percentuale del fatturato su cui paghi le imposte. Per il personal trainer il codice più utilizzato è:
| Codice ATECO | Descrizione | Coefficiente |
|---|---|---|
| 85.51.00 | Corsi sportivi e ricreativi | 78% |
| 93.19.91 | Altre attività sportive (lavoratore sportivo tesserato) | 78% |
| 96.04.10 | Servizi di centri per il benessere fisico | 40% |
La maggior parte dei personal trainer rientra nel codice 85.51.00 con coefficiente del 78%: significa che il 78% del tuo incasso è considerato reddito imponibile e il 22% è abbattuto forfettariamente come "costi". Se operi come lavoratore sportivo tesserato verso ASD e SSD, può essere più corretto il codice 93.19.91.
Lavoratore sportivo o no: dipende da chi è il committente
Questo è il punto che genera più confusione. Dopo la Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021), il personal trainer può trovarsi in due situazioni fiscali diverse a seconda di chi lo paga:
- Compensi da ASD, SSD, Federazioni o Enti di Promozione Sportiva: rientri tra i lavoratori sportivi dilettantistici e puoi beneficiare della franchigia di 15.000 € esente. Serve però il contratto registrato sul Registro RAS del CONI.
- Compensi da clienti privati o palestre commerciali (S.r.l.): sono normali prestazioni professionali. Non rientrano nella franchigia sportiva e seguono le regole ordinarie del forfettario.
La maggior parte dei personal trainer fattura proprio a privati e palestre commerciali: in questi casi la fattura segue le regole standard del regime forfettario che vediamo ora.
Come si compila la fattura in forfettario
La fattura elettronica del personal trainer forfettario ha quattro caratteristiche che la distinguono da una fattura ordinaria:
- Niente IVA. Non si espone l'imposta. Si indica la natura N2.2 nel file XML.
- Dicitura del regime obbligatoria: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014 - regime forfettario."
- Niente ritenuta d'acconto. Verso privati e palestre il forfettario non subisce la ritenuta del 20%: va segnalato con la dicitura "Compenso non soggetto a ritenuta d'acconto ai sensi della L. 190/2014."
- Imposta di bollo da 2 € per le fatture sopra 77,47 €.
| Elemento fattura | Cosa indicare |
|---|---|
| IVA | Non esposta — Natura N2.2 |
| Ritenuta d'acconto | Non applicata (regime forfettario) |
| Imposta di bollo | 2 € se importo > 77,47 € |
| Dicitura | Art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 |
| Descrizione | Es. "Sessioni di personal training - mese di [...]" |
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La franchigia 15.000 € e il codice ESENZSPORT
Se parte dei tuoi compensi arriva da ASD o SSD come lavoratore sportivo, i primi 15.000 € annui sono esenti da IRPEF e imposta sostitutiva. Dal 15 maggio 2026, per queste fatture è obbligatorio inserire il codice ESENZSPORT nel tracciato XML, che identifica i compensi entro la franchigia.
Ricorda però due cose fondamentali: la franchigia vale solo per i compensi verso enti sportivi dilettantistici (non per i privati), e i compensi esenti concorrono comunque al limite degli 85.000 € del forfettario. Per approfondire trovi la guida completa su Riforma dello Sport e regime forfettario.
Esempio pratico: quanto paghi davvero
Immagina di essere un personal trainer al primo anno di attività (imposta sostitutiva al 5%), codice ATECO 85.51.00 (coefficiente 78%). Nell'anno incassi 30.000 € da clienti privati e palestre commerciali.
| Calcolo | Importo |
|---|---|
| Fatturato annuo | 30.000 € |
| Reddito imponibile (30.000 × 78%) | 23.400 € |
| Imposta sostitutiva (5% primi 5 anni) | 1.170 € |
| Contributi Gestione Separata INPS (~26,07%)* | ~6.100 € |
*L'aliquota e la base contributiva dipendono dalla cassa di iscrizione e dall'anno. Il dato è indicativo: il calcolo esatto va fatto sulla tua posizione.
Se invece 15.000 € di quei compensi arrivassero da una ASD come lavoratore sportivo, sarebbero esenti: pagheresti l'imposta sostitutiva solo sulla parte restante. È qui che la corretta qualificazione del rapporto fa la differenza in busta.
Gli errori più comuni da evitare
- Esporre l'IVA in fattura. In forfettario non si fa mai: si usa la natura N2.2.
- Dimenticare il bollo da 2 € sopra 77,47 €: è sanzionabile.
- Far applicare la ritenuta del 20% dal committente: errore tipico delle palestre, va prevenuto con la dicitura corretta in fattura.
- Usare un ATECO generico: rischi di perdere il coefficiente del 78% e il corretto inquadramento.
- Confondere i compensi sportivi (ASD/SSD) con quelli da privati: solo i primi godono della franchigia 15.000 €.
- Non monitorare il limite degli 85.000 €: superarlo comporta l'uscita dal forfettario l'anno dopo.
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Ti aiuto a scegliere il codice ATECO giusto, impostare la fattura elettronica corretta e capire quando puoi sfruttare la franchigia sportiva.
Rispondiamo in giornata
Domande frequenti
Quale codice ATECO deve usare un personal trainer in forfettario?
Il codice più usato è 85.51.00 - Corsi sportivi e ricreativi, con coefficiente di redditività del 78%. Chi opera come lavoratore sportivo tesserato verso ASD/SSD può rientrare nel 93.19.91 - Altre attività sportive. La scelta dipende dal tipo di prestazione e dai committenti: è bene farsi assistere per non perdere il coefficiente corretto.
Il personal trainer in forfettario deve applicare l'IVA in fattura?
No. In regime forfettario non si espone l'IVA: si indica la natura N2.2 e la dicitura "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 - regime forfettario". Non si applica nemmeno la ritenuta d'acconto verso clienti privati e palestre commerciali.
Quando va messa l'imposta di bollo da 2 € sulla fattura?
Sulle fatture forfettarie di importo superiore a 77,47 €. Il versamento avviene trimestralmente con modello F24 sugli importi calcolati dall'Agenzia delle Entrate. Il bollo può essere addebitato in fattura al cliente o restare a carico del professionista.
Un personal trainer può beneficiare della franchigia di 15.000 €?
Sì, ma solo per i compensi percepiti come lavoratore sportivo da ASD, SSD, Federazioni o Enti di Promozione Sportiva, con contratto registrato sul Registro RAS del CONI. I compensi da clienti privati o palestre commerciali non rientrano nella franchigia e seguono le regole ordinarie del forfettario.
Quante tasse paga un personal trainer in regime forfettario?
Sul reddito imponibile (compenso × coefficiente del 78%) si applica l'imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni, poi del 15%. A questa si aggiungono i contributi previdenziali (Gestione Separata INPS per il lavoratore sportivo autonomo). I primi 15.000 € di compensi sportivi verso ASD/SSD sono invece esenti.
Articolo aggiornato a maggio 2026. Le informazioni hanno carattere generale ed educativo. Aliquote contributive, coefficienti e codici ATECO vanno verificati sulla situazione specifica. Per la tua posizione ti raccomando sempre una consulenza professionale. Normativa di riferimento: L. 190/2014, D.Lgs. 36/2021 e prassi dell'Agenzia delle Entrate.